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Il tagliere da cucina

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Il tagliere deve il suo nome al latino taliere, e in passato serviva agli osti per tagliare e porzionare le carni cotte. Oggi è uno strumento utilissimo che tutti abbiamo nelle nostre cucine. 

Il tagliere è uno strumento innanzitutto igienico, che isola gli ingredienti crudi o cotti rispetto ai piani della cucina, ma è anche fondamentale per proteggere le superfici dai colpi del coltello. Sembra banale ma il tagliere non lo è affatto: avere uno strumento affidabile, facile da pulire e solido non fa che migliorare la qualità e l’organizzazione delle nostre cucine. I taglieri possono differenziarsi per dimensione e forma, ma anche per il fatto di avere il manico o meno. Vediamo insieme quanti tipi diversi di taglieri si possono trovare in commercio, partendo dai diversi materiali con cui si può fabbricare questo utensile rassicurante.

I taglieri in legno, un classico senza tempo.

Il tagliere in legno è l’esemplare più antico, nonché il più elegante. Si realizza preferibilmente con legni di essenza dura quali il faggio, la noce e più raramente l’acacia e la quercia. Di fondamentale importanza è scegliere legni senza tannini, che variano il colore del tagliere e possono contaminare il cibo. La sapienza artigianale che si trova dietro ogni tagliere il legno è il motivo per cui questi taglieri sono spesso tra i più cari. Ne vale la pena però, perché con una manutenzione adeguata i taglieri in legno di dimensioni medie possono durare anche mezzo secolo. Sui taglieri in legno si possono servire arrosti, piatti di carne e polente, pizza, nonché succulenti aperitivi di salumi e formaggi. 

I taglieri in plastica o silicone, strumenti facili da utilizzare e da pulire.

Sono costruiti con polipropilene molto spesso e solido, e permettono ai neofiti di prendere mano con i movimenti di coltello. I taglieri in plastica sono lavabili in lavastoviglie e questo controbilancia il loro unico difetto, cioè che la loro superficie è facile da fendere per coltelli affilati e, in mancanza di una pulizia approfondita, offre un ambiente favorevole per la proliferazione di batteri. Nonostante tutte le possibili variazioni in termini di colori e design, il tagliere in plastica non è abbastanza raffinato per essere utilizzato in tavola, neanche ad una cena informale. Molto simili sono i taglieri in silicone, materiale che può essere lavorato a diversi gradi di durezza e che in questo caso specifico fornisce uno strumento igienico e pratico. Molto interessanti sono i taglieri di silicone a ventosa che si possono attaccare anche ai piani del lavabo. 

Il tagliere in inox, non solo un utensile da professionisti. 

L’acciaio inox è un portento di affidabilità, un materiale che evoca tutto il rigore e l’igiene delle cucine di alto livello. Questo tipo di tagliere è il prediletto dagli chef e dalle loro brigate per via della sua superficie estremamente resistente ai colpi di qualsiasi altro strumento, e perché è lavabile anche con detergenti molto aggressivi senza impregnarsi di sostanze dannose. Non è affatto comune trovare un tagliere in inox nelle case, per via del suo costo proibitivo, ma è tuttavia possibile acquistarlo in negozi specializzati.

I taglieri in marmo, capolavoro di stile. 

Il marmo è un materiale pregiato, durissimo e assolutamente non poroso. Queste sue caratteristiche lo rendono perfetto per la realizzazione di taglieri bellissimi da vedere ma purtroppo non praticissimi da usare nella cucina di tutti i giorni. Un primo fattore da considerare è il peso, che può diventare impegnativo, e a seguire l’impossibilità di lavarli in lavastoviglie. Inoltre, a lungo andare la sua superficie Il tagliere in marmo è però perfetto per il servizio in tavola, soprattutto di cibi raffinati, o al centrotavola come piatto decorativo. Va però detto che un tagliere in marmo è tra i più resistenti, impermeabile ai batteri e formalmente indistruttibile. 

La pulizia e la manutenzione del tagliere.

Come abbiamo visto, ogni materiale richiede il suo rituale di pulizia in base alla porosità e alle caratteristiche specifiche. Sicuramente, è buona norma tenere i taglieri lontano dall’umidità, che come sappiamo favorisce la proliferazione batterica. Il tagliere in plastica, silicone e inox può comodamente essere lavato in lavastoviglie, con cicli normali o rapidi. Il tagliere in legno invece dev’essere pulito con un sapone preferibilmente biodegradabile avendo cura di tamponarlo accuratamente prima di riporlo. Si sono diffuse negli anni diverse voci infondate che imputavano al legno di essere un materiale “poco igienico”. In verità il legno ha proprietà antibatteriche naturali che se unite ad una buona prassi di pulizia garantiscono totale affidabilità. Per i taglieri in marmo, invece, basta un passaggio con spugna e sapone per piatti. Se il tagliere viene utilizzato per lavorare cibi secchi come ad esempio pane, focacce e pizze, si può semplicemente passare uno straccio imbevuto di acqua e bicarbonato. 

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