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Mandarino Miyagwa

Mandarino Miyagwa cinque gusti

Il Mandarino Satsuma Miyagwa è un frutto originario del Giappone importato in Italia già alla fine dell’800. Si tratta di un agrume che possiamo considerare un incrocio tra un pompelmo e il clementino. La forma è quella classica sferica e leggermente schiacciata di questa famiglia di frutti. La buccia si presenta sottile e giallo-verdastra e non molto più grande di una clementina.

La sua polpa è arancione e il sapore molto simile a quello di mandarini e clementine, molto succoso. Viene coltivato in Sicilia ormai da decenni – grazie al clima favorevole che caratterizza la regione – e può essere gustato sulle tavole degli italiani nel primo periodo autunnale che va da settembre a ottobre.

Non lasciarti ingannare dalle apparenze: nonostante il colore della sua buccia, il Mandarino Miyagwa non è affatto acerbo quando si presenta nella sua colorazione tipica (verde). Infatti, quando andrai a sbucciarlo, potrai notare una succosa polpa dal colore arancione brillante che ne confermerà la perfetta maturazione.

I Benefici del Mandarino Miyagwa

  • Alto contenuto di vitamine, potassio, calcio e fosforo
  • Poco calorico
  • Alto contenuto di fibre
  • Ricco d’acqua

Non si butta via niente

Tenendo sempre fede alla cucina zero waste, il Mandarino Satsuma Miyagwa è perfetto per evitare sprechi alimentari. Infatti, ogni sua parte è ottima per uno specifico utilizzo.

La polpa si può consumare in tutta la sua semplicità oppure come ingrediente di dolci, confetture o insalate.

Mentre la buccia, se grattugiata, è perfetta proprio come ingrediente e aromatizzante per molteplici ricette dolci e salate e anche di ottimi liquori.

Coltivazioni precoci

Uno degli aspetti positivi del Miyagwa è la sua precocità nella maturazione: infatti, da quando viene coltivato anche in Italia, esso permette di fornire le tavole degli italiani già verso la fine dell’estate. Cosa che, con i tradizionali mandarini e clementine non potrebbe accadere proprio perché il loro periodo di coltura è ottobre inoltrato.

Insomma, un’ottima soluzione per limitare l’import e l’export e favorire le coltivazioni locali, sostenibili e più naturali che caratterizzano il nostro bel paese.

Nonostante la diffusione ormai nota in Italia e altri paesi del mondo, il posto in cui la sua diffusione è maggiore resta sempre il Giappone in cui ancora oggi è apprezzato e consumato in grandi quantità proprio come un tempo.

In Italia, invece, negli ultimi anni, a far concorrenza al Miyagwa sono arrivati nuovi tipi di mandarini che maturano precocemente nello stesso periodo del frutto asiatico.

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