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Pomodori secchi al sole: antipasto e non solo

pomodori secchi al sole

Pomodori secchi al sole: antipasto, sughetto o pizza? Sono davvero buoni in molteplici ricette.

Guardiamo da vicino questo prodotto dalle origini povere. I pomodori secchi sono una conserva molto diffusa nella gastronomia dell’Italia meridionale, diventata molto presente anche nella lista di prodotti delle aziende food che trasformano ortaggi.

In ristorante o a casa i pomodori secchi fanno subito venire voglia di sperimentare, ma le origini di questo prodotto sono antichissime e lontane dalle ricette fantasiose che creiamo oggi. Come le marmellate, i vari sottolio e le confetture, i pomodori secchi della tradizione contadina erano prodotti nelle campagne, durante i mesi estivi di raccolta del pomodoro.

Il fine era quello di avere il pomodoro anche d’inverno, quando non esisteva l’agricoltura in serra. In Sicilia abbiamo due nomi per i pomodori secchi: i Capuliatu si differenziano dai Chiappi perché sono triturati e conservati nell’olio, sotto vetro.

Nella produzione artigianale,  ieri come oggi, i pomodori venivano tagliati a metà, salati, fatti riposare in ceste di vimini areate e lasciati ad asciugare al sole fino a tre giorni. I pomodori più buoni per l’essiccatura sono quelli con poca acqua e buccia resistente, come i San Marzano.

La perfetta essiccatura si testa toccando la buccia che deve essere secca, ma morbida.

I pomodori secchi possono essere conservati solo sotto sale, oppure sott’olio. Quest’ultimi sono conservati aggiungendo qualche aroma: spicchi d’aglio oppure menta, origano, capperi, basilico, o ancora peperoncino per una versione piccante.

I pomodori secchi così sono pronti per condire insalate, pizza, bruschette, tritati sono squisiti per sughetti e pesti.  Come nel frutto fresco, anche nel frutto secco troviamo licopene, zinco, potassio e vitamina C, ottimi per il benessere e antiossidanti naturali.

l pomodori secchi, antipasto e abbinamenti

C’è un’infinità di modi per usare i pomodori secchi. Il primo però è gustarli così come sono, sott’olio. Quali sono i possibili matrimoni in tavola? I pomodori secchi si sposano bene con i formaggi freschi e con le verdure

. Se vogliamo, invece, usarli in una ricetta, è sempre bene tenere a mente che  hanno un gusto che si concilia con altri sapori decisi, come quello delle olive, dei capperi, del peperoncino. Una ricetta facile  e buona, da provare subito, è quella del paté di pomodori secchi.

Spalmato su crostini, pane o fette di pancarrè abbrustolito, è un ottimo antipasto o aperitivo.

Sfizioso e molto saporito, ma a basso costo, il paté entra in menu regalando grandissima piacevolezza. Il pomodoro secco, oppure semisecco, è spesso utilizzato anche nelle guarnizioni di pizza. Ad esempio, Francesco Martucci, titolare de “I Masaniello” di Caserta, ha “esportato” la sua pizza con i pomodori semisecchi in Spagna, nella catena di pizzerie artigianali ‘Grosso Napoletano’.

Ingredienti Pomodori secchi antipasto con paté

300 gr di pomodori secchi salati

10 foglie di basilico

1/2 costa di sedano

un pizzico di prezzemolo, capperi, peperoncino

acqua, aceto, 250 gr di olio.

Una volta lavati bene i pomodori secchi in acqua calda (con un quarto di aceto), scolarli e farli asciugare. Mettere tutti gli ingredienti in una coppa: con un tritatutto o un frullatore a immersione ottenere una crema grossolana.

Pomodoro San Marzano: ideale per i pomodori secchi

Il nome “pomodoro San Marzano” deriva dalla città di San Marzano sul Sarno, luogo da sempre ricco di questa varietà di pomodoro. La sua forma caratteristica è allungata, ha una polpa carnosa con pochi semi, un sapore caratteristico. Poco acquoso, è perfetto per realizzare i pomodori secchi, così come per realizzare la salsa di pomodoro. Il Sam Marzano prodotto nell’agro sarnese-nocerino è un vegetale DOP, cioè a denominazione di origine protetta. Si narra che il primo seme di pomodoro San Marzano venne piantato nel 1770. Sarebbe stato un dono del viceré del Perù al re di Napoli. Seminata nella campagna di quello che oggi è il comune di San Marzano sul Sarno, la pianta crebbe florida grazie al terreno vulcanico, molto fertile. Purtroppo, l’originale San Marzano venne eradicato da una malattia della pianta; nel ’91 sparì. Il San Marzano attuale nasce da una ricerca che ha permesso di produrre varietà di pomodoro che conservano parte del patrimonio genetico del San Marzano originale: un grande lavoro di selezione finanziato dalla Regione Campania e affidato nel periodo dal 1995 fino 1997 al Consorzio per la Ricerca Applicata in Agricoltura (CRAA).

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