Le lenticchie: la carne dei poveri

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Le lenticchie sono tra i legumi più antichi e, in età medioevale, definite la carne dei poveri proprio perché consumate in abbondanza insieme ai fagioli tra contadini e persone meno abbienti.

Sono tra i primissimi legumi utilizzati in ambito alimentare nella storia, tant’è vero che se ne parla anche nella Genesi.

Esistono molte varietà di lenticchie in Italia, tra cui possiamo citare:

  • Quella di Castelluccio di Norcia: ha ottenuto il riconoscimento dell’Indicazione geografica protetta nel 1997 e viene coltivata da sempre sui piani carsici di Castelluccio, all’interno del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, in Umbria.
  • Colfiorito: prodotto tradizionale umbro proveniente dalla zona dell’altopiano di Colfiorito in uno spazio che si estende fino alle Marche.
  • Di Ustica: la varietà più piccola d’Italia. Di colore marrone scuro, con delicate sfumature verdi. Si coltiva da sempre sui terreni lavici, dunque particolarmente fertili.
  • Altamura: prodotto a marchio IGP che viene coltivato ancora con i metodi tradizionali di un tempo. Chiamata “piccola gigante”, perché ha dimensioni maggiori rispetto alle sue sorelline. Si raccoglie poco prima della completa maturazione e si contraddistingue per il bel colore verde fieno.

La raccolta delle lenticchie avviene in primavera inoltrata se si è seminato in autunno e ad inizio estate se lo si è fatto in primavera.

 

Proprietà benefiche delle lenticchie

Hanno un elevato potere nutritivo, buona fonte di proteine e carboidrati complessi. Sono ricche di ferro, fosforo e vitamine del gruppo B.

Alto contenuto di fibre, scarso contenuto di grassi. Perfette per contrastare l’ateriosclerosi.

Come maggior parte dei legumi, si tratta di un alimento molto versatile che è ottimo consumato come zuppa, oppure con la pasta ma anche per creare dei secondi tutti vegetali come, ad esempio, burger di lenticchie.

 

Come cucinare le lenticchie?

  • In ammollo: se si utilizzano quelle secche in busta sarà necessario metterle in ammollo nell’acqua. Per tradizione si mettono in acqua per una notte le lenticchie più grandi mentre le piccole non necessitano di ammollo anche se bagnarle in acqua per almeno 1 ora le migliora.
    Durante l’ammollo, le lenticchie non buone verranno a galla e sarà più facile scartarle. Successivamente si passa alla cottura.
  • Senza ammollo: si tratta delle lenticchie in scatola che generalmente sono anche precotte e quindi non necessitano di ammollo in acqua. Sono le più veloci da preparare: bastano anche solo 15 minuti.

Si consiglia di non aggiungere il sale finché la cottura non sarà terminata, proprio perché il loro volume aumenta durante la cottura e il sale le indurirebbe.

 

Una curiosità legata alla tradizione delle lenticchie riguarda il giorno di San Silvestro: è usanza consumare lenticchie e cotechino alla mezzanotte tra i festeggiamenti del nuovo anno come buon auspicio.

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