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Cavolfiore in cucina

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Il cavolfiore, comunemente chiamato cavolo, è il fiore della pianta Brassica oleracea, una varietà che fa parte delle Crucifere. Questa è molto diffusa in Italia e ci sono molte tipologie di cavolfiore con aspetti e gusti differenti: cavolo gigante di Napoli, cavolfiore tardivo di Fano, cavolo romano per citarne alcuni.

Cavolfiore: un prodotto semplice, simbolo di vita

La sua coltivazione è abbastanza semplice ma richiede un terreno ricco e vario con ampi spazi e buona irrigazione. In cucina è un ottimo ingrediente e può essere esaltato dagli chef per servire ricette sfiziose nei propri menu. È possibile farlo bollito, fritto o anche al vapore, da usare come contorno per la cena oppure come piatto principale a pianto sotto forma di zuppa o con la pasta. La cucina che lo celebra di più in Italia è quella siciliana.

Il cavolfiore viene utilizzato soprattutto d’inverno, è così positivo per l’organismo che può essere consumato anche due volte a settimana. Ideale anche nelle diete dimagranti grazie al basso apporto di calorie e carboidrati. Ha un odore gradevole che può diventare eccessivo con il tempo. Crudo, si conserva fino a dieci giorni, tuttavia è sempre consigliabile utilizzarlo fresco senza aspettare.

Valori nutrizionali del cavolfiore

Il cavolfiore è una verdura ottimale per l’organismo perché è ricca di vitamine, Sali minerali e nutrienti. Al suo interno si trovano vitamina C, vitamina A, antiossidanti, clorofilla, potassio, fibre alimentari.

Tuttavia non è particolarmente energetico rispetto ad altre verdure. In particolare per ogni 100 grammi di prodotto si hanno 90 grammi di acqua, 3.2 grammi di proteine, 0.2 grammi di lipidi, 2.7 grammi di carboidrati, 25 calorie, 8 grammi di sodio, 350 mg di potassio, 0.8 grammi di ferro, 44 grammi di calcio, 70 grammi di fosforo e poi vitamina A, C, E.

Ovviamente quando il cavolfiore viene cucinato le proporzioni cambiano, diminuisce ad esempio la vitamina C in favore invece della vitamina A, aumenta l’energia, gli zuccheri e i carboidrati. Il colesterolo per il cavolfiore è pari a zero.

Proprietà del cavolfiore

Il cavolfiore non è una ricetta molto amata solo per il suo sapore ma anche per la sua potenza e ricchezza per l’organismo. Si possono mangiare in caso di diabete poiché hanno un’importante funzione contro la glicemia, inoltre tantissimi studi dimostrano che è un vero toccasana contro il cancro.

Si è soliti consumare una centrifuga di cavolo per curare il raffreddore, un rimedio della nonna sempre efficace. Questo serve inoltre per controllare la pressione arteriosa e il funzionamento della tiroide.

Benefici del cavolfiore per la salute

Contenendo sulforafano è in grado di migliorare il funzionamento dei reni, inoltre migliora la metilazione del DNA e quindi i tessuti delle arterie. Contiene anche allicina che dona quell’odore pungente, questa tuttavia è in grado di ridurre il livello del colesterolo e quindi migliora l’apparato cardiocircolatorio e cerebrovascolare, prevenendo molte malattie.

Il cavolfiore protegge la salute del cervello perché è ricco di colina che è fondamentale, aiuta anche contro l’invecchiamento. Il cavolfiore è diuretico e depurativo, quindi perfetto per chi segue una dieta e vuole smaltire liquidi e tossine dai tessuti. Permette di produrre più urina e quindi depurare da acido urico e scorie.

Il cavolo fa bene alle donne perché ha un grande apporto di acido folico, importante anche per lo sviluppo del feto, inoltre aumenta la produzione dei globuli rossi e bianchi e quindi aiuta nella formazione degli anticorpi che rafforzano il sistema immunitario. Il cavolo è anche importante quale lassativo naturale perché ricco di fibre, aiuta l’intestino ad essere regolare e soprattutto a proteggersi da malattie gravi.

Il sulforafano di cui si compone ha la capacità di inibire le cellule tumorali, tantissimi test positivi dimostrano il suo valore nel trattamento preventivo del cancro a prostata, mammella, colon, fegato.

Essendo a base di fibre dona sazietà e permette di controllare anche la fame nervosa. Ricco di antiossidanti permette di avere una pelle bella e giovane, combattendo attivamente contro i radicali liberi che sono colpevoli dell’invecchiamento.

Le azioni dirette del cavolfiore sull’organismo sono:

antiossidanti e disintossicanti – azione utile soprattutto per il fegato

anemia – il cavolo permette di contrastare la vitamina e rigenerare le scorte di ferro

sovrappeso e stitichezza – regola l’intestino e la motilità, consentendo di perdere peso

prevenzione oncologica – come dimostrato ampiamente il cavolfiore è un validissimo alleato della prevenzione al tumore, deve quindi essere mangiato più volte a settimana

ossa – il cavolfiore aiuta le ossa ad essere forti, i denti ad essere in salute perché è ricco di calcio, fosforo e magnesio

antinfiammatorio – il cavolo è un potente antinfiammatorio naturale e permette di ottenere grandi risultati per l’intestino, lo stomaco e l’apparato digerente

pressione arteriosa – questo ortaggio regola la pressione arteriosa, addirittura sono presenti degli studi al riguardo sul Journal of Hipertension.

Come acquistare il cavolfiore

Quando si acquista il cavolfiore per la preparazione delle ricette bisogna seguire alcuni piccoli accorgimenti per avere un prodotto buono e soprattutto fresco. La prima cosa che bisogna guardare è che questo sia duro, compatto e chiuso, la parte di sotto deve essere molto dure e non presentare macchie, anche le foglie esterne devono essere croccanti e strette intorno il corpo centrale.

Le cime chiuse indicano che il prodotto è fresco, se la parte esterna è scura vuol dire che è stato conservato male. Per la cottura è importante rispettare le tempistiche, le cime impiegano circa 15 minuti per diventare morbide.

Utilizzi del cavolfiore in cucina

Il cavolo deve essere mangiato fresco, volendo è possibile surgelarlo oppure tenerlo sott’olio. Quando viene bollito purtroppo alcune vitamine e Sali minerali si disperdono nel liquido, tuttavia il cavolo crudo non viene consumato in Italia e potrebbe portare anche problemi intestinali.

Questo rientra tra gli alimenti che mangiati a crudo alterano il metabolismo, pertanto, nonostante la perdita è meglio mangiarlo sempre cotto. Avendo il cavolo un odore molto forte che tende ad invadere letteralmente l’ambiente in cui viene preparato, si può evitare questo fastidio: quando viene messo a bollire (metodo con cui sprigiona più puzza) è utile unire delle fettine di limone o un mezzo limone intero nella pentola dell’acqua durante la cottura. In questo modo sarà proprio l’agrume con la sua acidità a risucchiare il tutto e tenerlo lontano dall’ambiente.

Come pulire il cavolfiore

Prendete il cavolfiore e ponetelo lateralmente su un tagliere.

Con un coltello eliminate le foglie esterne, quelle verde scuro ed accordiate il tronco centrale.

In questo modo diverranno visibili tutti gli attacchi delle singole cimette di cavolfiore al tronco centrale. Tagliatele una ad una con il coltello.

Lavate le singole cime di cavolfiore sotto l’’acqua fredda avendo cura che l’’acqua penetri anche all’’interno delle cimette (a volte vi si annidano dei piccoli parassiti).

Se le singole cime sono troppo grandi dividetele in due parti.

Ricette a base di cavolfiore

In inverno il cavolfiore è un validissimo alleato per la preparazione di pasta, imbottiture, contorni ma anche d’estate per sfiziose insalate fresche e gustose. Una delle ricette più buone è quella del cavolfiore gratinato al forno, fatto con formaggio e besciamella.

Ottima la vellutata di cavolfiore, un piatto light anche per la dieta, il cavolo può essere impiegato per preparare una zuppa insieme ad altre verdure o un minestrone.

Simpatico anche per preparare delle polpettine fritte da utilizzare come antipasto. Molto gustosa la pasta al forno con il cavolo o in padella cavolfiore e guanciale.

Un’idea vincente è il purè di cavolfiore che permette di ottenere un contorno morbido e vellutato. Anche una torta salata di cavolfiore può essere squisita per una cena veloce.

In Campania molto famosa l’insalata di rinforzo che vede il cavolo protagonista, questa non manca sulle tavole dei napoletani nel periodo di Natale.

Come non abbinare il cavolfiore

Il cavolo è un alimento versatile, si può usare per un primo o un contorno, si può fare al forno o in padella ma ha un sapore forte che non va bene con tutto. In generale con la pasta può essere cucinato ma bisogna fare attenzione alle modalità di cottura, va reso morbido e cremoso mentre se si serve come contorno può essere più croccante.

Si può accostare a formaggi, panna, besciamella ma stride di più per accompagnare il pesce. Non va bene accanto ai crostacei a meno che non viene fatto sotto forma di insalata.

Non è molto gradevole con i salumi e quando si utilizza per le pizze rustiche deve essere sminuzzato finemente per non sentire le varie parti quando si addenta la propria fetta. Si può dare un tocco di creatività con del pepe, non si usa invece l’abbinamento con il peperoncino. Sono piccoli accorgimenti che servono per offrire una pietanza al meglio senza strafare e soprattutto senza intaccare un gusto di per sè molto deciso.

Varietà di cavolo

Quando parliamo di cavolo bisogna chiarire che facciamo riferimento a tipologie anche molto differenti tra loro che si prestano meglio ognuna ad una ricetta differente.

Quello più diffuso in Italia è il cavolfiore bianco, comune, compatto e denso. Questo si può utilizzare per fare la pasta ma anche al forno o in padella, sottaceto o olio, addirittura fritto. Un cavolfiore diffuso negli ultimi anni è quello viola, che ha appunto questo colore ed è tipicamente siciliano.

Ha più o meno lo stesso sapore di quello classico ma si presta meglio per le ricette degli chef perché più creativo. Il cavolo verde è quello che viene definito broccolo romano, questo ha una forma completamente diversa e si può mangiare anche crudo, solitamente viene impiegato per le minestre.

Abbiamo poi il cavolo cappuccio, una variante verde che sembra differente e viene impiegata per insalata, minestre e in generale per la cottura al vapore. Il cavolo rosso è un alimento fondamentale per la salute del cuore, questo è utilizzato ampiamente per le insalate ma anche per il risotto e le vellutate. Il cavolo versa è simile al cappuccio ed è tipicamente invernale.

Viene utilizzato soprattutto in Lombardia per la famosa Cassoeula. Diverso il cavolo nero che è tipicamente toscano e viene impiegato per la ribollita e i paccheri. Ha grandi proprietà benefiche e depurative e fa bene alla salute. Vi sono poi il cavolo cinese che non è molto utilizzato in Italia e i cavolini di bruxelles che sono piccoli e vengono utilizzati come sfizioso contorno da fare in padella.

Curiosità sul cavolfiore

Negli anni Ottanta in Italia era di moda una serie di bambole chiamate Cabbage Patch Kids che spuntavano proprio da grossi cavoli, ricollegandosi al modo di dire: i bambini nascono sotto i cavoli.

Adesso non si trovano più mentre in America sono ancora attuali. Il modo di dire invece rispecchia molto del cavolo. Per secoli infatti il cavolo era un alimento molto diffuso: economico e salutare era il modo migliore per dare i nutrienti al corpo.

Da sempre quindi è stato visto come elemento fecondo, di vita. La sua corrispondenza con la nascita, viene dal fatto che la semina e il raccolto sono distanziati di nove mesi, in pratica la stessa durata della gestazione.

Le donne che si occupavano del raccolto nei campi venivano chiamate levatrici, come quelle che facevano nascere i bambini. Questo perché le donne dovevano tagliare la parte che connetteva i cavoli alla terra, un rituale simile al taglio del cordone ombelicale.

Controindicazioni all’utilizzo del cavolfiore

Questo alimento è certamente ottimale per tanti motivi, economico e saporito. Tuttavia bisogna sempre prevedere un consumo moderato, senza eccedere. Soprattutto chi ha problemi di intestino irritabile dovrebbe evitare in quando il cavolfiore tende a creare aria nella pancia.

Anche coloro che soffrono di iperuricemia dovrebbero moderare il consumo a causa del contenuto di purine che sono da evitare. Anche coloro che hanno problemi di ipotiroidismo devono mangiarlo raramente a causa dell’interferenza con il metabolismo dello iodio.

Inoltre, avendo la vitamina K, è sconsigliato a chi assume anticoagulanti in quanto questa vitamina ne limita le funzioni.

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