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Slow Food significato

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Storia del presidio Slow Food 

Cosa vuol dire Slow Food? 

Il presidio Slow Food è un movimento internazionale che promuove il giusto valore del cibo, associato alle tradizioni e al rispetto dell’ambiente e della biodiversità così come la ricerca di un’agricoltura sostenibile. Nato in Italia in risposta al proliferare dei fast food e contro la mera logica del profitto è ormai attivo in 150 paesi per realizzare un’alimentazione buona, pulita e giusta per tutti.

Secondo questa prospettiva, mangiare non è solo alimentarsi ma è motivo d’incontro, dialogo, riscoperta e diversità. Rispettare chi produce i cibi e i ritmi delle stagioni così come evitare gli sprechi non fa bene solo al pianeta ma anche alla vita quotidiana di ognuno di noi.

In questa guida, scopriremo di più su Slow Food. Capiremo quando è nato e le battaglie che ha portato avanti e continua a fare negli ultimi anni. Partendo dai motivi e gli ideali che hanno condotto il fondatore a creare quest’attività no profit, fino ai progetti ed iniziative di ieri e di oggi che hanno caratterizzato Slow Food. 

Dove nasce slow food storia

L’ associazione Slow Food Italia nasce a Bra in Piemonte nel 1986 per opera di Carlo Petrini. In un primo momento era conosciuto come Arci Gola. Pochi anni dopo, nel 1989, assume caratteri internazionali come “Movimento per la tutela e il diritto al piacere”.

Nel manifesto d’intenti, l’associazione si ergeva a paladina di un modo di vivere lento e piacevole contro la frenesia della vita moderna veloce. Tutto questa passava per la convivialità della buona tavola, del piacere dei sapori autentici e locali. Dunque una nuova gastronomia e un’educazione al gusto e all’alimentazione consapevole. 

Nei primi anni 90, il movimento si articola anche nella casa editrice Slow Food Editore e apre alcune sedi a Berlino e Zurigo.  Nel 1996 viene realizzata la prima edizione del Salone Internazionale del Gusto e in quell’occasione viene presentata l’Arca del Gusto.

Un catalogo mondiale che raccoglieva i sapori tradizionali in via d’estinzione. Per fare qualcosa di concreto contro questo rischio, nel 2000 prendono via i Presidi Slow Food. 

Dal 2004 la FAO, organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura, riconosce Slow Food come associazione no profit con cui collaborare.

Partono iniziative come Terra Madre e Orto in Condotta. Slow Food avvia campagne contro gli OGM e Gm Wines, cioè le viti transgeniche.

Inoltre viene redatto il Manifesto in difesa dei formaggi a latte crudo e si tengono convegni, seminari e laboratori in Italia e nel mondo.

Slow Food cosa fa: Progetti e iniziative

Sono parecchie le iniziative che Slow Food ha realizzato dalla sua nascita ad oggi. Vediamo più nel dettaglio di cosa stiamo parlando. 

Slow Food ha fondato l’Università dei Scienze Gastronomiche nel 2004 grazie alla collaborazione con le regioni Piemonte ed Emilia-Romagna. E’ riconosciuta dal Ministero dell’università e della ricerca ed ha sede a Pollenza vicino Bra. Gli ideatori sono Carlo Petrini e Massimo Montanari. 

L’ateneo ha lo scopo di fare formazione e ricerca nel campo dell’agricoltura sostenibile e dedicarsi allo studio e al mantenimento delle diversità bio-culturali attraverso un approccio scientifico-umanistico. Un modo, come sostengono i suoi promotori, per donare dignità accademica al cibo.

Terra Madre è l’iniziativa cardine di Slow Food. Prende il nome completo di “Terra Madre – incontro mondiale delle Comunità del cibo” e riunisce contadini, pescatori, allevatori per dialogare su sovranità alimentare, biodiversità e diritto ad un cibo buono, pulito e giusto. 2000 comunità in tutto il mondo sono coinvolte in questo progetto che culmina nell’evento annuale del Salone del Gusto e Terra Madre di Torino.

In scia a Terra Madre, è sbocciata la Fondazione Slow Food per la Biodiversità.

 

Con progetti di difesa delle comunità e delle tradizioni locali legate al cibo. La Fondazione tutela 400 Presidi Slow Food per la salvaguardia di piccole produzioni gastronomiche e 1000 prodotti dell’Arca del Gusto in tutto il mondo.

Cittaslow è invece una rete di comuni che si occupa del miglioramento della qualità di vita di cittadini e turisti. La rete è sorta nel 1999 per volere di Slow Food e dei sindaci di Bra, Greve in Chianti, Orvieto e Positano. Questo riconoscimento viene rinnovato ogni 3 anni e concesso a città con meno di 50 mila abitanti che rispettano determinati requisiti. Il progetto è in corso anche in altri stati del mondo.

Non mancano progetti educativi come i già menzionati Orti in Condotta, cultura alimentare per scolari e famiglie, oppure il Master of Food.

Quest’ultimo è basato sull’allenamento dei sensi, la degustazione del cibo e l’apprendimento di tecniche produttive del cibo.

L’Alleanza Slow Food è un patto fra cuochi e piccoli produttori per promuovere i cibi buoni, giusti e puliti del territorio e per salvare la biodiversità.

Slow Food Italia è anche parte integrante del forum dei movimenti per la terra e il paesaggio. Un gran numero di associazioni e cittadini uniti contro la cementificazione del territorio italiano.

Molto lodevole, infine, il progetto 10 mila orti in Africa che mira a creare una rete di giovani che s’impegnino per salvaguardare la biodiversità in Africa e le tradizioni gastronomiche lì presenti.

Presidi slow food cosa sono

Sono comunità di aziende agricole costituite da contadini, produttori di formaggi, frutta fresca, farine, che si sono assunti l’obbligo morale di mantenere un prodotto tipico del luogo in vita preservandone la storia e le tradizioni.

Queste comunità sono organizzate in condotte ossia soci finanziatori che si riuniscono periodicamente e partecipano attivamente alla vita della comunità slow food.

I presìdi slow food sono sparsi in tutto il mondo e sono circa seicento. Tra essi troviamo ad esempio in Azerbaijan una ditta che si occupa di preservare il miele delle montagne del Caucaso.

In Italia abbiamo circa 280 presidi slow food di vario genere: troviamo ad esempio in Friuli Venezia Giulia una azienda agricola che si occupa di preservare l’aglio di Resia, oppure in Liguria una ditta che si occupa di preservare l’albicocca di Valleggia.

Sul sito ufficiale del presidio slow food potrete trovare l’elenco dei presidi slow food italiani.

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