Gambero Rosso, la guida e la storia

gambero rosso la storia

Gambero rosso, come nasce la guida? Gambero Rosso S.p.a. è una casa editrice specializzata in enogastronomia, fondata il 16 dicembre 1986 dal giornalista Stefano Bonilli, come supplemento di otto pagine del quotidiano Il Manifesto. Sembra che il nome “Gambero Rosso” derivi dall’osteria in cui il Gatto e la Volpe portarono a cena Pinocchio, nelle avventure del famoso romanzo “Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino” di Carlo Collodi. Ma il significato del nome non è solo un eco del libro italiano tanto amato dai bambini; la scelta del gambero, rinomato crostaceo che sa nuotare all’indietro, alludeva all’arretramento elettorale delle forze politiche di sinistra.

Cos’è Gambero Rosso

Gambero Rosso si occupa, fin dalla sua nascita, della cultura della buona cucina e dei vini, attraverso la pubblicazione di guide, una rivista mensile, un settimanale digitale, un sito web quotidiano, delle trasmissioni televisive, una web tv e alcune applicazioni. Il supplemento de Il Manifesto ha rappresentato una vera rivoluzione culturale all’interno della sinistra italiana, perché palesava la possibilità, anche per la classe operaia, di cercare il piacere dei sensi attraverso la gastronomia e l’arte culinaria.

Il supplemento Gambero Rosso veniva disegnato dal grafico Piergiorgio Maoloni, intellettuale della comunicazione molto innovativo negli anni ‘80 e ‘90, periodo in cui la pubblicazione di una rivista enogastronomica legata ad un quotidiano comunista era un vero azzardo. Il fondatore e direttore di Gambero Rosso, Stefano Bonilli, veniva dall’esperienza  come redattore del programma televisivo “Di tasca nostra” e, tornando a Il Manifesto, intitolò il primo numero del supplemento “I Neoforchettoni”, riferendosi all’associazione gastronomica ArciGola, da cui prese poi vita il movimento culturale Slow Food. All’interno del programma Rai  Bonilli aveva già affrontato il tema della tutela dei consumatori e con Gambero Rosso prometteva di fare guerra a tutti quei commercianti, produttori e ristoratori che si prendevano gioco del consumatore. L’intento del giornalista e del suo piccolo gruppo di <<persone molto determinate e molto coscienti>> era quello di denunciare le ingiustizie in campo enogastronomico, a protezione dei consumatori. Una delle battaglie più note di Bonill era quella contro l’uso massiccio dei pesticidi in agricoltura.

Come cresce Gambero Rosso

La prima guida relativa ai vini di Gambero Rosso è stata creata nel 1987, ad opera di Daniele Cernilli e Carlo Petrini, intitolata “Vini d’Italia”. La guida è diventata presto una delle più autorevoli sul tema, sia  in campo nazionale che internazionale. Cernilli pubblica nel 2006 “Memorie di un assaggiatore di vini”, spiegando la modalità di valutazione del punteggio in bicchieri: <<Con una bottiglia si riescono a servire sei bicchieri di vino, in media, ed è molto triste, oltre che poco salubre, bersela da soli. Una bottiglia si beve almeno in due persone, e se il vino è molto buono, allora si finisce, E si bevono tre bicchieri a testa. Bene, i vini migliori dovevano perciò avere il punteggio di tre bicchieri, due quelli un po’ meno buoni, uno quelli che vale la pena almeno provare, nessuno per quelli che ci convincevano poco>>.

Due anni dopo Gambero Rosso diventa a colori e cambia formato, arricchendosi di fotografie e disegni di alta qualità. Nel 1990 nasce la prima guida dedicata a Roma, curata da Daniele Cernilli e Laura Mantovano e viene pubblicata la guida “Ristoranti d’Italia”, ben presto di grande successo. Nel 1992 la società Gambero Rosso Editore entra nel Gruppo Espresso (ma per un solo anno) e viene diffuso il primo numero della rivista mensile. Nello stesso anno termina la collaborazione con Il Manifesto, mentre le guide enogastronomiche si diffondono rapidamente, riportando ogni nuova tendenza.

Nel 1999 Gambero Rosso firma un accordo con Rai Sat, al fine di creare un canale tematico riguardo il cibo e il vino. Dieci anni dopo il canale cambia il nome in “Gambero Rosso Channel”, in onda sul canale 412 di Sky.

Nel 2002, sulle rive del Tevere a Roma, viene inaugurata la “Città del gusto”: un grande spazio comprendente studi televisivi, un teatro della cucina, osteria, pizzeria e wine bar. Chef famosi, cucine professionali e aule studio insegnano le tecniche di cucina a chi vuole avvicinarsi al mondo della gastronomia, regalando un’esperienza fatta di gusto e ricerca culinaria. Sei anni dopo Bonilli lascia la società e nel 2010 Gambero Rosso sviluppa dei prodotti editoriali nuovi: “Gamberetto”, dedicato ai bambini, e “Quotidiano vino”, per i professionisti del settore.

Guide Gambero Rosso

Nel 2010 diventano digitali le guide Vini d’Italia e Ristoranti d’Italia e nello stesso anno Gambero Rosso pubblica una guida dedicata agli oli extravergine più buoni d’italia, in cui i prodotti più apprezzati vengono segnalati con un numero di foglie compreso fra 1 e 3.

Poi, nel 2016, vengono proposti i luoghi consigliati in cui poter mangiare, sostare e fare acquisti a tema. Nel 2011 nasce anche “Guida Pasticceri&Pasticcerie”, dove le migliori pasticcerie vengono valutate in centesimi, fino all’assegnazione da 1 a 3 torte in base al livello: a 75 a 79 punti con una torta, da 80 a 89 con due torte e da 90 a 100 con tre torte. “Guida Ristoranti d’Italia” racconta l’eccellenza della ristorazione italiana, attribuendo un punteggio da 60 a 100 punti e un numero di forchette da 1 a 3. Infine la “Guida Vini d’Italia”, autorevole ed influente, recensisce ogni anno circa 2000 vini, con il ben noto punteggio espresso in bicchieri.

 

 

 

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