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Direttore Marco Ilardi

Prima serata del Messina Street Fish a Piazza Cairoli

Cipicchia e Lagana dietro ai fornelli Cooking Show Street Food

Una performance solare ed “ecologica” nel mare dello Stretto di Messina è stato il Cooking Show in collaborazione tra il Bakery Chef Natale Laganà e lo Chef Emiliano Cipicchia de “Le Macine” di Lipari che hanno riempito la prima serata del 𝗠𝗲𝘀𝘀𝗶𝗻𝗮 𝗦𝘁𝗿𝗲𝗲𝘁 𝗙𝗶𝘀𝗵, nel secondo appuntamento del 𝗠𝗲𝘀𝘀𝗶𝗻𝗮 𝗦𝘁𝗿𝗲𝗲𝘁 𝗙𝗼𝗼𝗱 𝗙𝗲𝘀𝘁𝗶𝘃𝗮𝗹 a Piazza Cairoli.

Il Mastro Fornaio peloritano che ha preso le redini di un’attività nata nel 1968 si è incontrato in esclusiva con il talento liparoto della ristorazione dal 1986 forgiando un piatto molto curioso da vedere e da mangiare: 𝐋’𝐀𝐳𝐳𝐮𝐫𝐫𝐨 𝐚𝐥 𝐂𝐮𝐜𝐜𝐡𝐢𝐚𝐢𝐨.

Ciascuno con la sua parte: Chef Cipicchia con il pesce azzurro, l’esperto delle farine Laganà con i crackers che rimpiazzano il cucchiaio. In squadra, hanno reso goloso lo spazio dedicato alla beneficenza verso tre Onlus cittadine.
I due valenti artigiani della cucina hanno dichiarato di volere conciliare altre avventure professionali, magari proprio a Lipari nel molino dove Chef Cipicchia già produce la pasta casereccia e dove Chef Laganà sarebbe nella sua seconda patria.

Il loro piatto ha destato molta curiosità ed apprezzamento alla IV Edizione di 𝗠𝗲𝘀𝘀𝗶𝗻𝗮 𝗦𝘁𝗿𝗲𝗲𝘁 𝗙𝗼𝗼𝗱 𝗙𝗲𝘀𝘁𝗶𝘃𝗮𝗹, al centro di Messina (Piazza Cairoli), al punto che potrebbe essere collaudato un altro in quel di Lipari, insieme ad un ulteriore progetto di coppia, più duraturo di una rassegna gastronomica. 𝐋𝐀𝐳𝐳𝐮𝐫𝐫𝐨 𝐚𝐥 𝐂𝐮𝐜𝐜𝐡𝐢𝐚𝐢𝐨, ottenuto ieri sera dall’estro e dalle capacità artigiane del Bakery Chef Natale Laganà, che è una istituzione con la sua attività e lo Chef Emiliano Cipicchia del Ristorante Pizzeria “Le Macine” di Lipari ha come ricetta la sostenibilità. I due professionisti sono espressioni di un mestiere di famiglia che con la loro generazione si è trasformata in ricerca del meglio e della raffinatezza. Il Mastro Fornaio Laganà assimila il background del padre di fine anni Sessanta mentre Chef Cipicchia raccoglie la tradizione da metà anni Ottanta. Ciò che conta per ciascuno è aver trovato il proprio stile che può sfondare e divampare, nel corso di questi eventi come il𝗠𝗲𝘀𝘀𝗶𝗻𝗮 𝗦𝘁𝗿𝗲𝗲𝘁 𝗙𝗶𝘀𝗵, che è una specifica sezione dello Street Food Fest. La vivanda, che è stata ideata per questo evento ed illustrata nella scena dell’esclusivo Cooking Show di solidarietà, ha la sapidità del mare, a partire dai crackers di Laganà che ha amalgamato due farine diverse con l’acqua di mare, viaggiando con il pesce povero Capone che ha numerose sfaccettature, secondo il ristoratore delle Isole Eolie.

“Il Capone viene lavorato in due modalità, da cui non si butta nulla – denota lo chef Cipicchia – per poterlo distribuire senza coltello e forchetta e per valorizzare i principi nutritivi del pesce azzurro: il filetto cucinato a bassa temperatura con un trito di capperi, vincotto e miele; la parte residuale è stata fatta marinare nel latte, cotta anche nel latte, lo stesso criterio con cui viene mantecato il baccalà alla vicentina. Il mio collega ha disegnato il cracker che è stato adoperato come una simpatica posata”.

La presenza del cucchiaio di farina, acqua salmastra ed aromi è la caratteristica stravagante che dà quel tocco di attenzione e di tutela per l’ambiente archiviando l’acciaio. L’argomento del riciclo viene introdotto con scioltezza e pragmatismo per i degustatori di questo piatto ecologico e per chi si approccia alla cucina dei “nostri” Emiliano e Natale. La parte dello Show rivolta allo chef Laganà ha assicurato il rispetto di questa procedura.

Cosi, mentre lo Chef Cipicchia si dedicava alla Lampuga o Capone, Laganà si concentrava sugli impasti: in particolare, quello con l’impasto al nero di seppia è stato un colpo da maestro, grazie al colore e al gusto pronunciato del nero di seppia, la farina Maiorca e scorza di limone.

“L’altro impasto include farina Perciasacchi, acqua di mare e semi di finocchietto che si combinavano molto bene con il pesce di Emiliano – chiarisce Laganà -.

Tutto è stato sperimentato per questa splendida circostanza: anche se già ci conoscevamo, non avevamo avuto il piacere di lavorare insieme. Abbiamo il nostro patrimonio territoriale come quello dei Grani Antichi Siciliani che si può intrecciare alle doti dei nostri produttori e al nostro coinvolgimento nell’esportare ciò che sappiamo fare anche all’Estero”.

Gli artisti di forno e fornelli, rispettivamente Laganà e Cipicchia, fanno parte dell’Associazione Cuochi Provinciale Messina e anche per questo sono “anime affini” ma questa loro “liaison” ha fatto emergere un entusiasmo comune che potrebbe orientare un seguito proprio nel laboratorio di pasta dello chef di Lipari.

Uno dall’alto del suo riconoscimento prestigioso, i “Due pani” nella Guida “Pane & Panettieri d’Italia” del Gambero Rosso (confermato per tutte le annate dal 2020), continuerà a studiare e perfezionare la sua produzione che è ammirevole per ogni stagione. L’altro, con uno stretto rapporto con i grani a Km0 autoprodotti, coltiva e perora la causa del molino di famiglia per creare i suoi frutti ed è anche componente dell’Alleanza Cuochi Slow Food.

Lo Chef Cipicchia ha concretamente invitato Chef Laganà a fargli visita a Lipari, non solo per una vacanza ma per provare il suo molino e mettere sul fuoco idee all’avanguardia: la verità è che, con un lavoro di squadra, tutto può acquistare più potenza, più impegno e più golosità.

Un augurio di nuova forza da solisti ed in coppia.

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