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Direttore Marco Ilardi

FONDACO DEL GUSTO: UN APPROCCIO SCIENTIFICO OLTRE LE RICETTE

fondaco del gusto pieve di soligo treviso

Buona la prima, per il Fondaco del Gusto di Pieve di Soligo. Sabato scorso, al primo seminario organizzato dal Comitato Scientifico insediatosi solo nel dicembre scorso, una sala gremita e numerosi appassionati collegati sulla piattaforma Zoom da numerose parti d’Italia, hanno salutato il debutto dell’attività con un seminario dedicato a “Il maiale d’Alta Marca – vita, morte e miracoli”, con la presenza del sindaco di Pieve di Soligo Stefano Soldan, del consigliere regionale Tommaso Razzolini, della vicepresidente della Provincia di Treviso Martina Bertelle, del presidente del Consorzio delle Pro Loco del Quartier del Piave Roberto Franceschet.

Ospite d’eccezione anche Pellegrino Nino Ponte, sindaco di Montorio nei Frentani (CB) che con una delegazione di concittadini ha fatto conoscere ed anche gustare i prodotti del maiale molisani.

Partenza felice, dunque, per il progetto nato dal Polo del Gusto che la città di Pieve di Soligo aveva dato in gestione al Consorzio delle Pro Loco del Quartier del Piave, la quale ha affidato all’Accademia dello Spiedo d’Alta Marca il compito di coinvolgere le migliori competenze locali nel settore della promozione delle eccellenze gastronomiche.

Il Comitato Scientifico composto da Danilo Gasparini, Marina Grasso, Graziano Lazzarotto, Anna Maria Pellegrino e Leonardo Ricci (presidente) con il prezioso sostegno di Rosanna Mutton ha così potuto presentare il primo di una serie di appuntamenti dedicati alla promozione della cultura gastronomica e, con essa, del territorio dell’Alta Marca.

Un Fondaco del Gusto, come ha spiegato in apertura il presidente del Comitato Scientifico, Leonardo Ricci, “che riecheggia le spezie e i commerci di una venezianità antica fatta di inclusività ma soprattutto dello scambio di beni e, prima di questi, di informazioni nell’interesse superiore di una Venezia crocevia del mondo.

E se paragonare Pieve di Soligo alla gloriosa Venezia del 300 suona un po’ altisonante, pensare in grande ed avere dei referenti importanti può essere un buon punto di partenza per promuovere una cultura gastronomica che partendo dalla storia e dalla sociologia va ben oltre le ricette e presenta con approccio scientifico la ragion d’essere delle cose attuali”.

Tra i programmi futuri, divulgazione e focalizzazione gastronomica sul territorio ma sui temi più vari; presentazione di autori importanti; approfondimento delle problematiche legate all’eccellenza delle nostre produzioni; utilizzo della leva gastronomica e della cultura ad essa legata come strumento per favorire un incoming di qualità; relazioni di importanti membri della comunità accademica e di divulgatori del panorama gastronomico nazionale.

Tutto questo sarà poi reso disponibile alla fruizione attraverso gli strumenti informatici: anche dell’appassionante convegno di sabato scorso saranno realizzati video e atti che saranno a breve condivisi.

Per restare informati sulle future iniziative per ora c’è la pagina Facebook Fondaco del Gusto.

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