Mariangela Susigan e il ristorante Gardenia

La chef stellata Mariangela Susigan, con il suo ristorante “Gardenia” di Caluso (Torino) conquista la Stella Verde Michelin 2021 e non potremmo che essere tutti d’accordo all’unanimità.

Il suo nome originale è Marie-Angèle, perché nata in Francia, ma a prescindere sulla pronuncia del suo nome, possiamo essere estremamente certi su quanto valga la cucina stellata di questa realtà piemontese.

Si tratta di una squadra che punta alla buona cucina rispettando con grande cura l’ambiente e la materia prima. Quello della Susigan è un vero e proprio universo Green nel quale è riuscita con amore e rigore a includere anche i suoi due figli: Solange e Roberto.

 

L’attenzione per le erbe aromatiche

Il percorso della Susigan verso una cucina gourmet-green inizia nel ’77 fino ad arrivare a quella che è la realtà del ristorante Gardenia.

Uno dei motivi più importanti per cui la sua cucina è tanto apprezzata, è l’utilizzo e la cura verso le erbe spontanee.

Per la chef Susigan quello con le erbe è un legame che ha origine da piccola: i genitori si impegnavano spesso nella raccolta di erbe e lei è cresciuta con lo stesso amore e la stessa sensibilità. Con il tempo, poi, è entrata in contatto con numerose realtà piemontesi di donne attive sul territorio che organizzano eventi in cui spiegano origini e proprietà delle erbe spontanee piemontesi.

 

A proposito di eventi…

La consapevolezza della Susigan nel rapporto che la sua cucina ha con gli eventi è molto importante: Gardenia da sola, a suo avviso, non potrebbe esprimere a pieno la forza della sua cucina. È solo una parte del suo concetto di cucina verde.

A tal proposito, oltre al ristorante Gardenia, ogni anno la sua brigata è impegnata due volte l’anno al castello di Masino che è del FAI, a maggio Orticola in Lombardia con due punti di cucina da asporto à la volée, e a Biella l’Orto della Malpenga.

Inoltre, da ormai 6 anni la cucina della Susigan è presente anche in strada con Ortofritto, una realtà street food che propone il derivato vegetariano dal fritto misto piemontese in un cartoccio da passeggio.

 

Il ristorante la Gardenia

Come si legge dal sito ufficiale del ristorante : In una bella casa dell’800 del borgo medievale di Caluso, nel Canavese, si trova il Ristorante Gardenia.

Sale accoglienti ed eleganti arredi, mise en place con argenteria, tovaglie di lino e fiori freschi fanno da cornice ad una grande cucina.

Oltre alle sale interne il ristorante dispone di un fresco dehor, un grazioso giardino e un magnifico orto.

Vi accoglierà lo chef Mariangela Susigan che, con vigore e personalità esprime la cucina del territorio con originale e raffinata fantasia creativa.”

 

E parlando della cucina aggiunge: “Una cucina moderna concentrata sull’emozione e la sorpresa del presente. Il carpe diem dell’orto e del territorio selvatico, la cultura delle erbe spontanee, della tradizione nella sua raffinata evoluzione tecnica e creativa.”

 

All’interno del ristorante, è presente anche un meraviglioso orto che ha permesso la realizzazione del progetto che vede affiancare alle erbe selvatiche l’orto itinerante. Così che il menù possa esprimere pienamente la personalità della realtà della Susigan, proponendo ingredienti a KM0.

 

“Un’idea di ristorante potager dove il cliente vive le esperienze del patrimonio del gusto del nostro territorio direttamente accanto allo chef.”

 

I progetti futuri

Uno dei progetti futuri che la chef Susigan conta di realizzare, è la possibilità di utilizzare la serra che ha fatto costruire al centro del suo orto per permettere ai commensali di mangiarvi all’interno.

Così che la serra si trasformi in un punto di contatto, in cui i commensali abbiano la possibilità di stare a contatto con tutto ciò che è l’origine dei piatti che assaporano e gustano.

L’incontro diretto con la produzione, anche un modo importante per sensibilizzare la clientela.

 

L’idea di cucina green-gourmet

Il riconoscimento con la Stella Verde Michelin 2021 per il ristorante Gardenia non arriva solo per la cura delle materie prime, bensì anche per l’importante contributo ambientale che la brigata tutta si impegna a dare.

Non c’è alcun tipo di spreco di cibo, tutto viene utilizzato e riutilizzato all’interno della cucina.

La maggior parte degli ortaggi vengono utilizzati interamente per la realizzazione dei piatti e con tutte le parti inutilizzabili si realizza un compost apposito per nutrire l’orto.

Insomma, parliamo di una vera e propria economia circolare!

 

La storia di Mariangela Susigan e della sua cucina green-gourmet mi ha affascinato tantissimo, sono rimasta incantata dal modo in cui è lei stessa a descrivere il modo in cui le piante, la cura della materia prima e il contatto con la natura le permettano di stabilire un equilibrio costante con sé stessa e i piatti che realizza in cucina.

Un’esperienza a 360° quella della Susigan: in cui i commensali hanno il privilegio di entrare a stretto contatto con tutto ciò che mangiano, sentendosi parte del mondo di cui tanto spesso ci dimentichiamo e finiamo per maltrattare.

Grazie alla chef Susigan per questa incredibile opportunità: ristabilire il contatto con la natura che stiamo gradualmente perdendo.

 

“La mia terra si trasforma nel piatto, il gusto delle erbe, il colore dei fiori. Semplicità diventa eleganza nella mia cucina.”

 

Mariangela Susigan

 

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