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Enrico Bartolini: top chef stellato 2020

Enrico Bartolini top chef stellato 2020 cinque gusti

ECiò che rende speciale la storia di Enrico Bartolini è il modo unico in cui ha conseguito uno dei più importanti traguardi della Guida Michelin: nel 2020 si aggiudica in un solo colpo ben quattro stelle. Nel suo asset raggiunge quota nove e conquista il primato.

 

La storia

Lo chef Bartolini ha origini fiorentine ma, come spesso accade nel settore dell’alta cucina, affina le sue tecniche facendo numerose esperienze internazionali. Ad appena 29 anni conquista la sua prima Stella Michelin gestendo il ristorante Le Robinie in Oltrepò Pavese.

Quattro anni dopo, conquista la sua seconda Stella Michelin alla direzione del ristorante Dodici24 Quick Restaurant a Cavenago Brianza.

Dotato di un grandissimo spirito imprenditoriale, e pretendendo sempre di più da sé stesso, si mette in proprio aprendo il Ristorante Enrico Bartolini a Milano e contemporaneamente il Casual a Bergamo Alta. Nello stesso periodo prende in gestione sia La Villa, sia la Trattoria Toscana (ribattezzata in seguito Trattoria Enrico Bartolini) facenti parte del Resort L’Andana a Castiglione della Pescaia.

Ma non finisce qui… come ciliegina sulla torta aggiunge un terzo figlio aprendo il Glam a Venezia.

 

Alla conquista delle Stelle Michelin

Ciò che rende particolarmente interessante il primato dello chef Bartolini, è il modo in cui ha conquistato contemporaneamente le quattro Stelle nel 2020 (che vanno ad aggiungersi ad altre quattro, tra cui quella già assegnatagli per il Glam di Venezia).

Bartolini si aggiudica due Stelle Michelin a Milano, una a Bergamo e una a Castiglione della Pescaia. Ciò che rende l’evento ancor più particolare, è l’aver conseguito contemporaneamente questo traguardo per ristoranti che hanno aperto a pochissima distanza l’uno dall’altro.

Neanche il tempo di inaugurare il 2021, che lo chef guadagna la sua nona Stella per il Ristorante al Poggio Rosso di Castelnuovo Berardenga.

Oggi, nel panorama dell’alta ristorazione, Bartolini è lo chef italiano più stellato al mondo.

 

La sua filosofia

“L’amore per la vita è anche voglia di mangiarla”

Con questa semplice frase inequivocabile, è molto semplice comprendere la reason why con cui Bartolini opera in cucina. La sua voglia di vivere è presente in ogni suo piatto. Sicuramente non c’è dubbio che lo chef sia realmente innamorato della vita e del suo lavoro, che diventa una vera e propria arte.

Si definisce un manipolatore di ingredienti e si sente appagato nel poter essere il responsabile del godimento del palato delle persone.

 

Aver condiviso tante esperienze con altri chef autorevoli – che oltre che colleghi sono diventati poi amici – gli ha dato modo di comprendere l’importanza del cucinare per gli altri più che per sé stessi.

Nella fase iniziale della sua carriera, preso dall’enfasi delle prime esperienze, la sua ricerca punta a una forte innovazione gastronomica. Col tempo, però, nascono forti consapevolezze che segneranno il suo ritorno alla tradizione.

Adotta lo stile classico-contemporaneo (promosso dal suo motto Be Contemporary Classic) in cui accosta materie prime di alta qualità alla tecnica e all’estetica della cucina moderna.  Resta dunque fedele ai sapori tradizionali italiani ma li presenta sotto una luce sempre nuova e mai scontata.

 

L’importanza del team in cucina

Il team di lavoro in cucina è una costante per Bartolini che confessa di aver compreso solo dopo tanta esperienza che l’individualismo non porta da nessuna parte. È proprio a dei collaboratori di fiducia che si affida per la ricerca di materie prime di alta qualità, cercando, nel suo piccolo, di essere vicino ai contadini e stimolare la crescita delle realtà imprenditoriali attente alla cura del pianeta e alla preservazione dei prodotti.

 

Cosa rende la cucina di Bartolini così apprezzata nel mondo?

Mi sono molto incuriosita sulla storia dello chef Bartolini e proprio non ho potuto resistere alla tentazione… così, ho fatto una piccola ricerca on-line per capire cosa pensasse effettivamente il pubblico della sua cucina. Perché, se pur vero che la Guida Michelin per la ristorazione è la massima fonte di orgoglio a cui ambisce ogni chef, il decreto finale è sempre in mano all’insindacabile giudizio dei commensali.

Tra la grandissima quantità di recensioni a cinque stelle, c’è chi addirittura prova a fare qualche critica costruttiva senza riuscirci pienamente: <<I piatti del menù degustazione erano tutti eccezionali, forse solo i dolci per nostro gusto erano “solo buoni”>> scrive un utente.

Sorprendente il modo in cui la maggior parte degli ospiti dei ristoranti di Bartolini, definisca la propria cena una vera e propria “esperienza sensoriale”.

Prima di concludere, desidero riassumere questa breve ricerca nei best of dei pro e contro più citati dai commensali:

 

PRO

 

  • Piatti ricercati, dai gusti studiati e innovativi
  • Prezzi onesti, in linea con la proposta gastronomica
  • Personale qualificato e molto disponibile
  • Stuzzichini di benvenuto offerti dallo chef
  • Piccola pasticceria offerta in accompagnamento al caffè

 

 

CONTRO

 

  • Tempi di attesa molto lunghi tra una portata e l’altra
  • Alcuni piatti risultano “troppo spinti verso l’innovazione”
  • Alcuni difetti citati riguardano le ubicazioni dei ristoranti e i problemi con i parcheggi

>>> I pro e i contro espressi dai commensali sull’alta cucina di Luigi Lionetti.

 

Insomma, sembra che la cucina dello chef Bartolini colpisca senza che il giudizio sia in alcun modo influenzato dalla fama che lo precede.

Una cosa ci tengo a dirla: da come ne parlano e da come egli stesso racconta, ciò che rende speciale “l’esperienza sensoriale” nei ristoranti dello chef Bartolini, è l’attenzione e la cura per i dettagli.

Ho avuto modo di leggere il racconto di quanto fosse colpito ed entusiasta nell’aver trovato i piatti di porcellana per il suo ristorante di Milano, come quel tocco avesse reso perfetto l’insieme.

La sensibilità di questo chef rende speciale la sua cucina.

 

Per lui resta importante affermare di non sentirsi arrivato. Nonostante la sua rinomata esperienza nell’alta cucina e i suoi 41 anni anagrafici, sa di avere un futuro lunghissimo davanti a sé e ancora tanto da imparare.

Questo mi ha dato modo di scovare una luce nei suoi occhi, la luce di chi ama il proprio lavoro e non si stanca mai di farlo al meglio.

Non vedo l’ora di scoprire quali saranno i prossimi traguardi che raggiungerà Enrico Bartolini, che già adesso, con nove stelle nel suo scudo, è una sicura fonte di orgoglio per l’alta cucina italiana nel mondo.

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