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Chef stellati: la cucina naturale di Simone Salvini

Chef stellati la cucina naturale di Simone Salvini

Simone Salvini è solo uno degli esempi della grande ristorazione italiana che punta a una cucina naturale, fonte di orgoglio nel mondo. Il suo motto è “nella buona cucina il primo ingrediente è sempre l’uomo” e già da questo slogan, possiamo dedurre la passione e l’amore che vivono all’interno dei suoi piatti

Non solo cibi buoni, bensì anche belli a vedersi e soprattutto salutari. Perché quella di Simone Salvini è una cucina naturale al 100%.

Nasce a Firenze ma è in India che germoglia la sua vocazione verso una cucina rispettosa per l’uomo, gli animali e il pianeta. Salvini non è uno dei tanti chef stellati. Con la sua cucina, è precursore di una rivoluzione che oggi chiamiamo vegan style e che crediamo esista solo perché “è di moda” e pertanto destinata a morire.

In realtà, la cucina vegetariana e la cucina vegana, hanno origini orientali antichissime.

Ciò che per noi è nuovo, in molti altri paesi del mondo è già normalità.

 

Le origini

Simone comincia sin da bambino a coltivare la sua passione per la cucina. Di esperienze ne fa tantissime, soprattutto in pastifici e pasticcerie. Poi cominciano i viaggi all’estero, quelli che gli cambieranno la vita.

Uno soprattutto segnerà il cambiamento definitivo: l’India. Il luogo dove avrà un ritorno definitivo alla natura che lo convertirà per sempre alla cucina vegetale.

Da lì la scalata al successo diventa inevitabile. Perché le persone come Salvini, quelle che basta guardarle una volta per accorgerti dell’amore che mettono in ciò che fanno, sono destinate inevitabilmente al successo.

 

Chef vegetariano, cucina vegetale

Le emozioni dello chef Salvini sono autentiche, quelle di una volta. Assaggiare i suoi piatti, anche solo guardarli, ti fa tornare alla genuina innocenza di quand’eri bambino.

I sapori semplici, quelli che fanno emozionare. Al contempo accompagnati da una costante ricerca e innovazione per stupire ogni tipo di palato. Perché, come egli stesso afferma, cucinare dev’essere il mezzo per trasmettere emozioni.

Spesso, si ha la presunzione di credere che l’alta cucina debba necessariamente essere fatta di ingredienti pregiati e sapori altamente raffinati, di quelli che ti fanno svuotare le tasche soltanto a guardarli.

Lungi da me affermare che l’arte culinaria non vada ben ricompensata, anzi. Salvini, però, con la sua cucina, dà un vero e proprio scossone a tutti i critici gastronomici di questa ceppa, gli improvvisati che mangiano una sera al ristorante di classe e credono di avere il palato fine.

Salvini è uno chef controcorrente, anzi, forse lo è stato fino a una decida d’anni fa. Oggi la sua è una cucina fin troppo contemporanea e al passo coi tempi. Chi prova ad affermare il contrario, vive proprio su un altro pianeta.

 

Alta cucina vegetale

Ciò che più mi affascina della cucina di Simone Salvini, è la sua capacità di rendere speciale e unico anche il piatto più semplice.

Tutti sono bravi a proporre ingredienti spettacolari e raffinati per persuadere il palato. Provate a fare lo stesso con gli ingredienti di tutti i giorni, quelli che vi sembrano apparentemente banali.

 

“Macché… vado al ristorante stellato per mangiare la verdura?” potreste pensare. E invece, se è di Simone Salvini che stiamo parlando, vi invito a farlo. Perché lo chef è un valido esempio di come l’amore per il buon cibo e la cucina, possano rendere unici e speciale anche gli ingredienti genuini. La semplicità, con Salvini, non è mai banale.

Simone trasuda passione. Si vede che è felice di ciò che fa e di come lo fa. Resta un coraggioso chef dai grandi ideali, che ha sfidato i palati più convenzionali e lotta quotidianamente per l’affermazione di una cucina etica e sana.

Perché i principi cominciano proprio da ciò che mettiamo nel nostro piatto.

 

Il vero significato di cucina vegetale

Non pensate alla cucina vegetale solo come all’abbandono di carne, pesce o derivati animali. Cucina vegetale è molto di più.

L’eccellenza risiede nella scelta delle materie prime. Dai terreni in cui coltivare le proprie verdure e i propri ortaggi, alla cura con cui vengono coltivati e successivamente trattati in cucina.

Ciò che rende speciale la cucina di Salvini, non è il piatto che gustiamo comodamente accomodati al tavolo del ristorante. È tutto che c’è dietro a quel piatto. Partendo dalla terra in cui sono cresciuti quegli ortaggi.

Quando affondi la forchetta nelle pietanze di Simone Salvini, hai l’impressione di star mettendo tu stesso le mani nella terra. È un vero e proprio ritorno alla natura.

 

Perciò, non solo cucina Veg…ma anche Bio!

 

Gusto e benessere

La raffinata ricerca di sapori dello chef Salvini, si trasforma inevitabilmente in una cura per il benessere della persona. Quest’ultima ha la fortuna di partecipare a quest’esperienza unica di gusto.

L’attenzione alla materia prima, la ricerca d’innovazione verso terre lontane, coesiste con la preservazione della tradizione e dei gusti della nostra Italia.

Luogo di inestimabile bellezza e fonte di prodotti e sapori che possiamo definire eccellenza nel mondo.

Un’eccellenza che vede la sua massima esaltazione grazie a chi, come lo chef Salvini, si fa promotore di una realtà culinaria sana, genuina e innovativa.

 

La cucina che rispetta il pianeta

Adottare uno stile di vita totalmente vegetale e far parte del mondo della cucina naturale, non significa solo rispettare la vita degli animali (ogni giorno vittime innocenti del consumismo, costretti alle sofferenze degli allevamenti intensivi).

Questa scelta rappresenta anche un contributo enorme verso la diminuzione dell’inquinamento, che, in ogni sua sfumatura, sta devastando il nostro pianeta.

 

Vi scrivo qualche numero per darvi un’idea più precisa di quel che sto dicendo.

  • Greenpeace informa che il 71% dei terreni agricoli in Europa è destinato alla costruzione di allevamenti intensivi.
  • In Italia allevamenti intensivi e riscaldamento sono responsabili del 54% di pm.2.5 presente nell’aria, altamente nocivo per la salute degli esseri umani. (fonte Essere Animali)
  • Dal 2007 al 2018 le emissioni degli allevamenti intensivi in Europa sono aumentate del 6% che equivale all’inquinamento di 8,4 milioni di automobili. (fonte Essere Animali)
  • Con il 75% in meno di animali allevati, si ridurrebbe l’emissione di CO2 per un totale di 376 milioni di tonnellate. Quest’ultimo è l’equivalente delle emissioni annue di 13 paesi dell’Unione Europea. (fonte Essere Animali)

 

Insomma, scegliere un’alimentazione vegetale significherebbe contribuire notevolmente a combattere l’inquinamento che ogni giorno colpisce il pianeta Terra.

Scegliendo questo tipo di alimentazione, in un solo anno si risparmia:

  • Il 76% di suolo
  • Il 49% di gas serra
  • Il 19% di acqua

Mi soffermo brevemente sull’ultimo punto: l’acqua. Sapete quanti litri d’acqua per chilogrammo servono per allevare animali e coltivare vegetali?

Facciamo un piccolo confronto:

  • Bovini: 15.415 L
  • Ovini: 8.763 L
  • Suini: 5.988 L
  • Pollame: 4.325 L
  • Legumi: 4.055 L
  • Frutta: 962 L
  • Verdura: 322 L

Potete trarre da soli le conclusioni.

>>> La famiglia Iaccarino rinuncia a tutti gli alimenti chimici facendosi promotrice di una gastronomia sostenibile. 

 

Leggere la storia di Simone e gli ideali che quotidianamente porta nella sua cucina, mi riempie di speranza. Le realtà gastronomiche come la sua, mi ricordano che c’è ancora posto per un mondo migliore, volto alla sostenibilità e al rispetto di tutti i suoi abitanti (di tutte le specie).

Perciò grazie chef Salvini, perché la tua è la cucina della speranza e della genuinità che fa bene al corpo, al palato ma anche al cuore!

 

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